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Editoriali

Beyond the Desk – Alla scoperta del mondo dei Caster con Ferakton e Lelouch

Introduzione

Quando si parla di eSports, la prima cosa che ci viene in mente è quella di due o più player che si sfidano ad un videogioco. Spesso però non consideriamo una figura fondamentale all’interno di quel contesto, il Caster (ovvero il commentatore). Il suo è un ruolo fondamentale all’interno di un qualsiasi torneo che viene trasmesso in diretta streaming o in lan. Ha un lavoro molto complesso, visto che devono sempre più spesso riuscire a conciliare nozioni più tecniche all’intrattenimento. Devono riuscire a far appassionare gli utenti che stanno guardando quella live, tenendoli incollati allo schermo. Hanno indubbiamente un compito difficile, visto che per quanto si possa conoscere il gioco in questione, servono tantissimi fattori per diventare un buon caster.

Paul “ReDeYe” Chaloner – eSports Host

In questo articolo ho approfondito l’argomento grazie all’aiuto dei migliori caster italiani in circolazione, visto che sono i più conosciuti e bravi al momento. La maggior parte di loro tratta League of Legends e Call Of Duty, ma hanno le capacità e l’abilità di poter castare anche altri giochi.

In Italia questo argomento è sempre meno trattato, perché come andremo a scoprire nell’articolo, c’e pochissima gente che prende seriamente questo lavoro, nonostante richieda allenamento e pratica, costanza e voglia di migliorarsi. La difficoltà è alta, visto che non serve solo conoscere un gioco per essere un caster, devi riuscire anche a essere preciso, dettagliato, professionale, avere una buona parlata. Sono tantissimi i fattori che quindi vengono richiesti per arrivare ad uno standard.

 Erik “DoA” Lonnquist e Christopher “MonteCristo” Mykles – LoL caster

Nel mondo abbiamo visto molte figure riuscire a sfondare e avere migliaia di fan. Vedi i più blasonati caster di League of Legends come Phreak, Quickshot, Montecristo, Jatt, Krepo, DoA, Deficio ecc.

Tipologie di Caster

Le figure più importanti sono lo Shoutcaster (il play-by-play) e il colour caster.

Il primo come dice la parola stessa, segue il game azione per azione, commentando tutto quello che si sta sviluppando in quel momento. Riesce a tenerti incollato con il suo modo di parlare grazie anche all’emozione che riesce a metterci nel trasmetterti quell’azione o quel momento.

Il secondo, ha il ruolo di dare informazioni aggiuntive o commentando, una precisa azione del game.

C’e poi la figura del Host ovvero la persona di spicco di quel particolare evento o torneo, il presentatore quindi. Avrà quindi il ruolo di introdurre le partite, fare interviste ai giocatori dopo le partite e discutere dei momenti chiave con i caster e gli analyst.

Da non sottovalutare anche il fatto che deve avere una forte personalità per interagire con il pubblico. Deve saper intrattenere ed avere ottime abilità nella comunicazione.


Gli Ospiti

 


Ringraziamo entrambi per averci concesso un po del loro tempo, in questa intervista. Andremo ad analizzare diversi temi caldi e importanti.
Vi consiglio inoltre di leggere la prima parte dell’articolo Beyond the desk con Rampage in The Box e Sarengo.

Domande

Prima di iniziare, vorrei chiederti, come nasce la tua figura di commentatore di videogiochi? E quando hai realizzato di essere un punto di riferimento per gli appassionati che seguono i tornei?

Ferakton – Ho iniziato a commentare videogiochi nel 2011, su un vecchio canale di YouTube. Commentavo inizialmente Battlefield Bad Company e Battlefield 3, ero un giocatore decente di quel gioco e quindi commentavo le mie partite. In quel momento avevo realizzato che la mia passione era raccontare i videogiochi. Quindi entrai in community come Geembanetwork e Melagoodo. Da quel punto in poi (2013 in poi) ho avuto un periodo di stallo dove non ho fatto nulla. Alla fine del 2014 però ho realizzato che volevo fare qualcosa per League of Legends, visto che giocavo a questo gioco. Ci giocavo da fine season 2, quindi volevo commentare questo gioco, ma ho notato grosse differenze tra commentary e shoutcasting. Ho iniziato a commentare tramite gli Inferno eSports, visto che Cryoken mi aveva invitato a fare esperienza li. Come punto di riferimento vedo solo Sarengo, visto che mi sono sempre visto come quell’altro. Non credo di essere ancora un punto di riferimento, ma sto lavorando per portare quante più informazioni possibili a tutti.

Lelouch – La mia figura nasce esattamente come la maggior parte delle figure esportive italiane, per divertimento. Ho iniziato a commentare le partite di League of Legends perchè mi piaceva fino ad ottenere buoni risultati! Ho avuto la fortuna di avere una voce radiofonica che mi ha aiutato (e mi sta tutt’ora aiutando) nel mio percorso.

Onestamente credo di aver ancora tanta strada da fare ma ho iniziato a realizzare di essere un punto di riferimento per i ragazzi che seguono questo mondo quando durante le fiere ricevevo non solo complimenti o incoraggiamenti ma pure richieste di consigli. Insomma avere una “fanbase” (mi pare assurdo chiamarli fan, credo siano piu’ appassionati al contesto che fan miei) che ti chiede consigli e ti da la possibilità di scambiare idee con la tua persona ti fa capire che c’è un interesse verso il tuo pensiero e quindi non può far altro che renderti soddisfatto e felice.

Tutti e quattro avete inciso molto nella diffusione dei singoli giochi nel nostro paese, siete soddisfatti di quello che avete portato alla community? Oppure no?

Ferakton – Personalmente io no, perché credo che si possa fare ancora tanto per League of Legends. Credo che la maggior parte della community italiana non abbia idea di come funzioni il competitivo, perché certe scelte vengono fatte e perché no. League of Legends è un gioco vasto e complesso, quindi molte persone non possono capire tutte le varie micro e macro del gioco. Quindi sono contento di aver portato qualcosa alla community, solo quando la maggior parte delle persone avranno capito cosa significa giocare in team. Dove sta la difficoltà nel giocare di team e tutte le sue facce, visto che molte persone parlano per sentito dire.

Lelouch – Penso di parlare a nome di tutti quando dico che attualmente non siamo soddisfatti per i risultati ottenuti, non tanto per il nostro percorso ma proprio per gli sviluppi in italia. Di strada ce n’è ancora tanta da fare e finche non otterremo il nostro obbiettivo continueremo a testa bassa. Non importa quanta fatica ci vorrà e quanto tempo, noi siam pronti e carichi.

Cosa vi ha spinto a diventare Caster e non puntare ad essere un player competitivo ?

Ferakton – Il fatto che come player io faccia schifo ahahah. No comunque il fatto che io ero arrivato Diamond 2, ma non era abbastanza per essere a livello competitivo. So che attualmente ci sono player che sono anche sotto il Diamond 2 in Lega Prima, tipo Diamond 5. Io non dico che non me lo spiego, per non essere offensivo, ma credo che la entry bar di un team competitivo non debba essere Diamond 5, ma minimo Master Tier. Visto che ritengo che questo livello sia il minimo per avere le basi, molti player appunto non hanno le fondamenta per quanto riguarda la micro e macro play del gioco. Il motivo per cui sono diventato caster e perché avevo tutte queste cose che volevo raccontare, inoltre sono stato anche coach di un team, a modo mio sono stato all’interno di un team, ma non come player. La mia vocazione è sempre stata questa voglia di raccontare qualcosa.

Lelouch – C’è stato un momento della mia vita in cui potevo scegliere, player o commentatore? Ho scelto il secondo perché malgrado io sia una persona di indole competitiva il poter narrare delle vicende o addirittura presentare un evento mi coinvolgeva di più e quindi mi rendeva (e mi rende) molto più felice.

Se doveste spiegare  il vostro ruolo ad un utente che si è appena affacciato a questo mondo, come lo  fareste?

Ferakton – Lo paragonerei ad un cronista. Sono un cronista di giochi elettronici, ma è difficile paragonarlo al calcio. Visto che il ruolo del caster è molto più incentrato nel intrattenimento. E come prendere un cronista di calcio e moltiplicare la complessità x100. Molto del ruolo del caster è l’intrattenimento e le emozioni.

Lelouch – Hai presente Caressa? Ahaha, no dai scherzo! Il nostro ruolo è l’equivalente della glassa intorno ad una torta. Oppure il condimento su una pietanza. Siamo coloro che rendono il prodotto qualitativamente migliore al di la dell’ottimo aspettto esterno e sapore che può avere. Il ruolo del commentatore o narratore è fondamentale, immaginatevi una partita di calcio senza cronaca e senza amici con cui vederla! Sarebbe una noia e così pure per gli esports!

Parliamo ora della scena italiana (generale) , quali sono i punti di forza della nostra community e su quali dobbiamo puntare per crescere?

Ferakton – Di certo la grandezza di League Of egends, visto che in Italia è molto famoso, basti vedere la pagina italiana che supera i 200.000 mi piace. Il fatto di crescere è collegato al maturare, bisogna smetterla con tutti questi conflitti, ma questo voglio tenermelo per la prossima domanda.

Lelouch – Come in molte cose, siamo molto indietro rispetto al resto del mondo. Le community dovrebbero esser piu’ solide e supportare con i fatti gli eventi in italia, non solo facendo numero ma mostrando i tifosi che in realtà sono.

Quali sono invece i punti deboli? Perché c’e una differenza cosi sostanziale tra i vari giochi che la community supporta?

Ferakton – I punti deboli sono molto semplici. Sono totalmente concentrati nel fatto che la community di League Of Legends sia totalmente divisa. Basti pensare che abbiamo un gruppo di LoL  Ita da 16.000, il Moba da 20.000 e cosi via, insomma abbiamo un bacino di utenza, ma sono tutti divisi in micro gruppi che all’interno di essi hanno dei conflitti. Tutte le persone all’interno della community non si piacciono e quindi sono tutti uno contro l’altro. Basti pensare che noi abbiamo tre Leghe, Lega Prima che è stato il primo vero campionato, IGL che ha deciso di uscire fuori subito dopo con un esclusiva che ha deciso di non far giocare Lega Prima e IGL insieme. Indirettamente il progetto di IGL è andato a rovinare quello che è il progetto di Lega Prima. E poi abbiamo un terzo campionato che è quello di ESL, quindi noi abbiamo tre campionato quando ne basterebbe uno. Quindi perché non unifichiamo i tre campionati per creare un campionato bello, magnifico, qualcosa dove la gente si unisce, perché i grossi della community si uniscono. Cosi come Terenas e Paolocannone riuniscono tanta gente sotto lo stream, anche i team e le organizzazioni se si unissero, creerebbero un qualcosa dove tutti ne beneficiamo. Perché è inutile dividere un bacino di utenza che è già piccolo di suo, visto che è un paese solo. La differenza con le altre community è sostanzialmente che prendendo ad esempio la community di CoD, Rampage In The Box è un personaggio della sua community. Quindi essendo anche un caster, quando è ad un torneo, si porta dietro un grosso bacino di utenza, cosi da aumentare il valore del torneo stesso. E la forza è proprio il fatto che tutti si riuniscono sotto Rampage. Il problema e che noi non abbiamo questa figura, visto che i massimi esponenti della community sono Terenas e Paolocannone, che però sono streamer e non caster. Quindi il massimo che puoi fare è metterli come figure in primo piano, per intrattenere, ma nulla di più. In definitiva il problema è che su LoL le community non si riescono ad unire sotto un unica bandiera.

Lelouch – Finalmente qualche società sta iniziando a investire un po’ più di soldi (almeno è un passo avanti) ma lo stesso dobbiamo continuare a PRODURRE prodotti e AUMENTARE LO STANDARD. Direi che la ricetta perfetta ha bisogno di più prodotti di qualità e meno chiacchierare inutili e battaglie contro i mulini a vento. Le community dovrebbero spingere i propri brand invece di fare a gara chi ce l’ha più grosso.

 

Perché secondo voi alcune community fanno numeri più alti in una lan che in streaming e viceversa?

Ferakton – Sempre questione di personaggi. E tutta una questione di chi c’è a quella lan. Faccio un esempio, se c’è un torneo (esempio Torino Comics), se io fossi un gestore ad esempio prenderei 3 persone, due caster è un intrattenitore della community. Perché so che portando un intrattenitore so che porterò dietro molte persone, perché spingerei per dare risalto alla competizione tramite streaming, pagina Facebook o Youtube. Il motivo quindi dipende da questo ma anche da altre cose fondamentali, quali un player particolarmente amato e forte, oppure team di lustro.  E molto di più una questione di chi c’è dietro a questo stream o lan che sia.

Lelouch – Come detto prima, la “fanbase” non è legata alla community stessa ma solo al prodotto. La colpa è di chi non riesce ad intrattenere e far amare appunto ciò che propone non solo agli eventi ma tutti i giorni. La fidelizzazione è fondamentale, credo che il problema sia una scarsa abilità di managment/content creators. Alcune community si vantano di avere elementi che ricoprono questi ruoli ma senza titoli (altri invece ci riescono molto bene es. Moba). Il settore esports è un settore delicato e particolare, si ha bisogno di elementi con esperienza anche solo per proporre un prodotto, se ci si affida a chi sa contar bene i soldi ma di esports ne capisce poco puoi dedurre che il risultato può essere solo che mediocre.

Nei anni passati i caster che venivano chiamati ai tornei erano tendenzialmente player o ex player particolarmente bravi che conoscevano il gioco. Questo trend ultimamente è cambiato, visto che spesso si vedono sempre più persone che pur non essendo “forti” in game, hanno una conoscenza del gioco altrettanto alta, perché secondo voi ?

Ferakton – Faccio un esempio, agli LCS ci sono due ex player come caster, Krepo e Deficio. Ora loro hanno dovuto seguire dei corsi e hanno avuto una preparazione dietro, prima di essere aggregati al resto del gruppo. Per fare il caster ci vuole anche una buona dialettica per quanto riguarda la conoscenza del gioco, però generalmente il trend è cambiato. Se ci sono infatti caster che riescono a esprimere un concetto con 30 parole in più, rispetto ad un altro che magari lo fa con parole più povere (un player). Al momento io e Nurarhion sia comunque molto attivi facendo da tec, io infatti ho fatto da coach a EasyFix e NxG Gaming, Nura è comunque ancora attivo e sta lavorando con alcuni team. Quindi siamo comunque analisti, quindi non c’è moltissima differenza rispetto ad un player. Ma al momento per quanto mi riguarda, mancano le mani, infatti mi servirebbe un impianto per giocare decentemente.

Lelouch – Prendendo in esempio League of Legends ormai il ruolo del caster è diventato fondamentale, come per i coach giocare il gioco e analizzarlo è totalmente diverso, proprio per questo spesso si preferisce un’analisi tecnica da chi il gioco lo studia rispetto a chi magari il gioco lo vive (questo non toglie che esistano ottimi players che sanno analizzare il gioco come dei caster/coach e viceversa)

Ad un recente evento e in un video proprio di Rampage, si parlava dell’incredibile montepremi che hanno i tornei dei eSports, rispetto a competizioni come il Giro d’Italia. Cosa pensate di questo argomento? In Italia ci sono comunque montepremi altissimi (rispetto ad altri sport) ma i numeri delle lan e delle dirette streaming sono ancora troppo piccoli. Com’è possibile che con cifre cosi alte, l’eSports faccia ancora fatica a decollare?

Ferakton – Credo che molto dipenda dai numeri, visto che il montepremi è indifferente, se il torneo lo seguono in 100 persone. Potrei  fare un esempio sia con GEC, IGL che con ESL, ma io sono di GEC, quindi evito di dare statistiche. Però parlando oggettivamente la qualità di produzione in Italia, non è invitante per molti di coloro che vogliono seguire stream in generale. Tutte stanno facendo del loro meglio per migliorare la qualità, ma ancora c’è da lavorare. Se dovessi parlare di GEC (visto che ci sono stato), paragonandola la GEC del 2015 a quella di adesso è tutto un altro mondo. Strumenti a disposizione migliori, qualità audio e video migliori e un broadcast migliorato sotto molti punti di vista. Riguardo al casting, credo che invece siamo già a un livello giustificabile, non dico che siamo arrivati, ma il livello è già ad un buon punto. Credo che dovremmo migliorare primo per quando riguarda le sponsorizzazioni, perché credo che molte pagine non stiano facendo del loro meglio per i loro eventi. Si potrebbe fare un lavoro di marketing decisamente migliore, tipo ingaggiando persone che se ne occupino, ti costa, ma voglio dire, hai soldi per un montepremi, perché non gestirlo per bene. Se non aumenti la qualità della produzione, ma metti solo un montepremi alto, l’evento stesso non te lo segue nessuno, quindi il montepremi stesso non è giustificato. Quindi dovremmo investire su un evento lan con il botto, in una produzione importante e in personaggi che sponsorizzano l’evento per bene. Secondo me alcune organizzazioni potrebbero fare un salto di qualità valorizzando questi punti.

Lelouch – Senza andar a toccare ancora l’argomento “sbagliata gestione” in generale si prova a attirare utenza con grossi premi invece di pensar a investire sulla produzione. Io sono dell’idea che un torneo organizzato BENE con un medio montepremi ottenga migliori risultati (magari non instantanei ma con il lungo andare del tempo) di un evento organizzato male ma con un montepremi altissimo. Bisogna lavorare a “progetto” mettetevelo in testa, fare tanti numeri in una giornata e poi farne zero 364 giorni l’anno non è worth…

Tornando all’argomento caster, secondo voi perché siete cosi pochi in questo settore? Perché sono cosi pochi i caster sulla scena italiana, indipendentemente dal gioco ?

Ferakton – In tutte le scene ci sono pochi caster, perché ci sono molte più persone che vogliono andare dietro le quinte per stare con i team, piuttosto che azzardare la strada del caster. Perché è davvero tantissima pratica, infatti molti si allontanano all’inizio proprio all’inizio. Pensano che sia facile, ma non sanno che il 70% del caster è preparazione, sinergia con il partner ecc. Il concetto è che richiede tantissima pratica, io stesso per arrivare a questo livello ci  ho messo tantissima pratica, oggi giorno o ogni volta che c’è un broadcast, io mi impegno per migliorare la qualità. Semplicemente molti non sono pronti per mettersi a disposizione e a voler dedicarsi a questo mondo. In questo momento in GEC ad esempio, io sono nato come play-by-play (commento la giocata), ma vengo anche da coach, quindi ho cercato di prendere tutte le mie competenze da play-by-play. Quindi in questo momento sto facendo una transazione anche per il tec. Quindi sono un caster che si può adattare a tutti i ruoli, avendo fatto analista, play-by-play, Host ecc. In base a questa esperienza, posso dire che ci sono molte persone che sono preparate in termini di gioco (esempio Nurarhion), che era un coach molto preparato e che ha deciso di fare la transazione a caster. Infatti in questo momento mi ci trovo bene e devo dire che è ad un ottimo livello.

Lelouch – Perché è un ruolo ancora non compreso e molto difficile, avere le proprietà di linguaggio necessarie, tanto impegno e costanza non è cosa da tutti. Diciamo che forse ci “nasci” commentatore, ti deve piacere… Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua se vogliamo citare Confucio.

Di chi è il compito di tutelare la figura del caster?  E un problema solo italiano, oppure è la Riot che deve prendere l’iniziativa?

Ferakton – Credo che nessuno debba tutelare il caster, ma è il caster a doversi tutelare da solo. Togliamo un attimo la Riot, visto che un sistema totalmente suo per quanto riguarda la figura del caster, il fatto che sono stipendiati mensilmente ecc. Nel campo dei caster freelancer, come quelli di CS:GO, il punto e che l’obbiettivo è quello di crearsi una figura, un immagine che possa portare numeri. Ovviamente più competizione c’è, più sarà  ampia la scelta di chi deve organizzare. Al momento i problemi quindi sono i numeri, infatti non è possibile prendere il primo che capita, ma prendere chi è riconosciuto come figura di quel gioco. Infatti il primo in Italia è proprio Rampage In The Box, ma anche Herc, visto che anche lui porta un quantitativo di numeri. Avendo quindi dei numeri dietro, hanno anche automaticamente una tutela dietro. Per concludere, non credo che Riot Italia, ti chiami per fare dei corsi, oppure ti stipendi mensilmente, anche perché la maggior parte dei tornei non sono organizzati da Riot.

Lelouch – In primis dei caster stessi, se un caster di qualunque livello non si tutela (e/o si svende) indubbiamente fa un danno non solo a lui ma a tutti i casters e la scena italiana e non. Riot non c’entra molto, potrebbe avere un occhio di riguardo magari però fidatevi che fanno davvero il possibile.

Siete indubbiamente le figure più rappresentative della community e anche i più seguiti in questo ambito,  avete dei progetti per la crescita dell’Esports in Italia?

Ferakton – Al momento per quanto riguarda l’Esport, bisogna condividere contenuti. Quello che voglio fare io al momento, con Fuori dal Rift è proprio questo. Anche se i numeri non sono altissimi, ma principalmente perché sono io a non essere conosciuto comunque, proprio perché sono recente nel mondo del casting. Ma io voglio proprio che la community impari le meccaniche del competitive, quindi il mio obbiettivo è divulgare quante più informazioni riguardo ai team, le organizzazioni e storia dell’Esport. Perché ne andrà a beneficiare, visto che tu parli di tutto quello che comporta l’Esport.

Lelouch – Assolutamente sì ma ahimè non posso dichiararli ahah.

Pensi che i caster stiano facendo tutto il possibile per valorizzare il proprio ruolo?

Ferakton – Questa è una domanda molto complessa, visto che credo che ognuno pensa a valorizzare se stesso, in termini di qualità. Quindi se guardi quel valore lì, allora ti dico di si, visto che per quanto riguarda la nostra crew, stiamo tutti lavorando al massimo. Posso fare un esempio con Nura, infatti la sua crescita è stata ingente. Per quanto riguarda il ruolo del caster in se, noto che la community parla di più per quello che riguarda la voce in sé. Quando entri in uno stream, la prima cosa che senti è la voce del caster, infatti sempre più spesso il pubblico si accorge e riconosce la voce di chi racconta il game e l’emozione che ti trasmette.

Lelouch – Chi più chi meno… Personalmente, sto facendo tutto il possibile da sempre investendo (si non ho detto rimettendoci) tempo, fatica e lavoro. So che gli anni dopo i 20 sono importantissimi ma son sicuro di investire tempo per il mio futuro e quello di coloro che un domani avranno la mia stessa passione.

Cosa ne pensi della chat che reagisce sempre male quando vengono usati termini italiani piuttosto che quelli inglesi? (Agguato al posto di gank etc) Come si potrebbe educare ad accettare questa strada voluta da Riot o dovrebbe essere Riot ad accettare le anglofonie?

Ferakton – Il fatto è che con Riot c’è sempre stato questo rapporto di amore e odio con il client in italiano. Ricordo ancora nel 2013, quando fu rilasciato appunto il client, visto che dopo 3 anni, non avevamo ancora un client nostro ed avevano ragione. Però ci furono tantissime lamentele, per via degli oggetti e delle traduzioni, visto che dovevi starci molto dietro. Ovviamente i termini italiani si usano quanto più possibile e quando si può, ma la mia filosofia e che non vadano mai forzate. Ad esempio, quando c’era Aidan e partiva il “convergenza parallela”, la chat scoppiava. Infatti quando dici Equalizer, suona meglio ed è molto più armonico. Io sono d’accordo che vadano usati i termini italiani essendo un stream in Italia, ma solo dove ci sia bisogno di utilizzarli, perché i termini chiave, devono rimanere invariati. Essendo il gioco dove anche i tedeschi e spagnoli usino termini propri, anche noi italiani, non dobbiamo avere questo rapporto contrastante con questi termini. E strano vedere dei kreygasm in chat quando viene detto “livellatore missilistico o salto fasico”, visto che ti fanno sorridere. Quindi è uno sforzo che deve arrivare da entrambi i lati.

Lelouch – In realtà Riot non ha mai messo un limite specifico, è una diceria in realtà semplicemente chiede uno standard di qualità. Vuoi commentare utilizzando terminologie inglesi? Okay ma fallo SEMPRE con la pronuncia corretta (e qua mi trovate in errore ahah) proprio per questo si preferisce commentare in italiano. Personalmente parlando i doppiaggi italiani sono fantastici e meritano spazio, per le abilità ecc… se si va ad argomentare e spiegare un azione torna molto piu’ comodo e carino utilizzare termini italiani al contrario dello shoutcasting dove a volte per praticità si fa prima ad accorciare utilizzando “gank, teamfight, SUPERMEGADEATHROCKET”. Quando commentiamo le LCS in italiano lo facciamo pure per chi magari non capisce bene l’inglese quindi perchè andare a mettere in difficoltà quell’utenza? Non ne vedo il motivo.

Quale pensi sia il motivo per cui poche persone siano disposte a specializzarsi nel casting? Molte persone lo ritengono più un ripiego, storicamente solo Sarengo è stato l’unico a nascere e crescere principalmente in questo ruolo.

Ferakton – Penso perché il casting in Italia si vede per lo più per farsi vedere, ma credo che per lo più i caster freelancer, si creino una figura proprio alla Montecristo. Quindi non si può vivere solo di casting, ma facendo da personaggio pubblico, facendo più cose. E vero che investi più tempo come caster, ma impieghi il tuo tempo facendo più attività.

Lelouch – Beh Sarengo perché era una schiappa su lol (*triggered*) ma in generale come detto prima molte persone non si immaginano la massiva mole di lavoro che c’è dietro! Il caster è davvero un lavoro che ti occupa 24 ore al giorno.

Facendo riferimento al video di pedriny sulle bestemmie, quale è la tua opinione sul tono da tenere durante un cast? Pensi che la parolaccia possa sfuggire e non sia un problema o si debba mirare ad una professionalità più televisiva e politically correct?

Ferakton – Se dovessi parlare di bestemmie e parolacce all’interno di un broadcast, quello assolutamente no, ma se dovessi parlare di essere dei manichini quello neanche. La cosa che ha detto Pedriny è ragionevole, sono contro le bestemmie, ma se sei un personaggio streamer, quindi non broadcast di LCS, secondo me 1 ogni tanto ci sta, ma non in loop, visto che darebbe fastidio. Quando commenti sei con il filtro attivo e quindi devi essere corretto con il pubblico che ti segue, ma questo non vuol dire essere un manichino. Ci sono modi per far ridere senza utilizzare una terminologia simile, può capitare ovviamente, ma è rarissimo che succeda. Non mi è mai successo in 2 anni, perché non c’è bisogno di utilizzare questi termini perché basta la tua voce e la tua terminologia. Siamo tutti diversi e ognuno ha il suo modo di raccontare l’azione e il game, quindi in un broadcast NON deve esistere questa cosa della parolaccia. Per quanto riguarda gli streamer posso capire perché lo facciano.

Lelouch – Le parolacce possono scappare ma non dovrebbero ma questo vale per ogni lavoro al mondo con la quale ci si debba interfacciare con persone. Per quel che riguarda un caster la cosa più importante è tenere un linguaggio acqua e sapone, piu’ pulito possibile. Ovvio che ogni tanto qualche frecciatina ci sta ed il politically correct può essere facilmente bypassato, ovviamente sempre mantenendo un profilo pulito senza calcare la mano. Si deve rimanere sempre imparziali ma questo non toglie che ogni caster ha ed avrà sempre una sua idea.


Si conclude qui la seconda parte di questo articolo, non mancate all’uscita della terza e ultima parte. Vi aspettano altri due ospiti speciali che ci hanno raccontato il loro punto di vista riguardo questo argomento.

Colgo l’occasione per ringraziare sia Ferakton che Lelouch per la disponibilità .

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