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Editoriali

FLOP CARDS EP.13: BLOOD KNIGHT

 

[N.B.: la puntata è stata scritta prima dell’uscita di KotFR a causa di motivi altamente tecnici (mancanza di Wi-Fi nel periodo di uscita perché l’autore ha anche delle cose denominate “vacanze e vita sociale”). Di conseguenza qualsiasi commento alla “ma guarda che scomba con Bolvar, Fireblood” oppure addirittura il suo inserimento in un mazzo non è stato contemplato poiché non ha ancora il potere di guardare nel futuro. Purtroppo.]

Buongiorno a tutti, e benvenuti alla puntata numero 13 di Flop Cards, l’unica rubrica che va alla ricerca delle carte fallimentari di Hearthstone. E sapete, mi sono accorto che finora ho trattato quasi soltanto Leggendarie. Ma secondo voi le Epiche sono esenti dall’onta del flop? Se mi rispondete di si posso consigliarvi un buon psichiatra. Da oggi anche le Epiche entreranno con regolarità nella rubrica, e per cominciare andiamo sul Classico, grazie al contributo del Blood Knight.

Vi presento quello che parrebbe essere un’Elfo del Sangue con uno strano rapporto con gli Scudi Divini. Cosa centri a livello di lore è ancora da dimostrare, ma ehi io non faccio parte del team di sviluppo! Approfittiamo dell’occasione per riuscire a capire se anche le Flop Cards Epiche condividono la triste sorte delle Leggendarie di essere carte sperimentali che non hanno trovato occasione di gioco, o se invece sono proprio carte “sbagliate”. Pronti a rituffarvi all’avventura? Se la risposta è no, oggi è il vostro giorno sfortunato perché non verrà ascoltata!

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Davvero, offro una citazione a chiunque sia in grado di capire perché un Cavaliere del Sangue interagisca con degli Scudi Divini!

MOTIVI PER NON METTERLA NEL MAZZO

Partiamo dalla consueta analisi generale della carta! Il Blood Knight si presenta come un 3/3 a costo 3, vale a dire appena un punto sotto il livello ottimale. Il suo effetto è molto particolare: come entrerà toglierà ogni Scudo Divino ad ogni Servitore sul campo di battaglia. Poi guadagnerà +3/+3 per ognuno degli scudi tolti per via del suo effetto. Come al solito ci ritroviamo di fronte ad una di quelle carte che le leggi e ti chiedi: “Per Elune, perché non è giocata?”…ah vero, è un Elfo del Sangue, non un Elfo della Notte…

Comunque, il problema innanzitutto risiede nel fatto che ha un effetto allo stesso vantaggio e svantaggioso. Intendiamoci, se giochiamo Servitori con Scudo Divino è perché vogliamo assicurarsi che rimangano coperti da ogni imprevisto, mentre questo li assorbirà tutti. Certo, l’effetto colpisce anche gli Scudi Divini avversari e non saremo noi a lamentarci di quel Tirion Fordring con una protezione in meno, ma così rischiamo di esporre tutti i nostri Servitori a spari e AOE. Tipo quel Consecration che è sicuramente in mano avversaria!

Aggiungiamoci poi l’inefficienza di fondo del Blood Knight. E’ di base un 3/3 a costo 3, e se non ha alcun bersaglio sarà una giocata inefficiente, un pessimo top deck, un Servitore che non fa nulla di rilevante. Inoltre anche potenziandolo comunque non ha di suo delle protezioni di alcun tipo, e quindi rischiamo di ritrovarci con un muccone grosso pronto ad essere distrutto dalla prima removal utile. Spero che non vi debba ricordare come funzioni la Legge di Murphy nel caso.

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In questo caso si è usufruito dei propri Scudi Divini per potenziarlo. Ma siccome ai tempi dello screen lo Starving Buzzard era appena al suo primo nerf, anche l’avversario ha avuto una combo servita!

MOTIVI PER METTERLA NEL MAZZO

Come prima ribadito, il Blood Knight è di base un 3/3 a costo 3, che si può potenziare di +3/+3 ad ogni Scudo Divino distrutto. Vale a dire che gli basta avere un bersaglio per essere già un 6/6 a costo 3, mettendosi a livello di efficienza di Millhouse Manastorm per quanto concerne l’A/S. E per quanto sia puro fanta Hearthstone, questo tipo può avere potenzialmente fino 13 bersagli diversi, e se la Matemica non è un’opinione significa che può potenzialmente essere anche un… 42/42 a costo 3! E anche senza andare così in là, anche solo 3/4 bersagli garantiranno un Servitore decisamente con gli steroidi!

Per una volta tanto non sono l’unico a trovare del potenziale in questa carta: altri prima di me hanno provato a tirare su il Paladin Blood Knight Combo. Perché proprio il Paladino? Perché può vantare il maggior supporto agli Scudi Divini ovviamente! Tra Steward of Darkshire, Hand of Protection, Adaptation (che può dare lo scudo) e Rallying Blade, c’è tutto l’occorrente per poter tirare su un piano basato su di essi! E qui il cavaliere si può inserire come pezzo inaspettato, un essere capace di ingrossarsi all’insaputa dell’avversario.

Alla fin della fiera il Blood Knight Combo è in realtà un Aggro Divine Shield con questa piccola aggiunta. Un mazzo del genere può mandare avanti il suo Aggro solito, così come potrà usufruire della chiusura alternativa. Il vostro avversario si aspetta di fronteggiare delle creaturine minuscole, e invece si ritroverà a dover fronteggiare un muccone potenzialmente enorme. E non dimenticate che se l’incauto avesse messo anche lui degli Scudi Divini, i “Per la luce sacra!” si sprecheranno!

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In questo caso invece si è usufruito degli Scudi Divini avversari! La vera domanda è: con quale piano di preciso riesce a giocarlo un Rogue?

E QUINDI, TIRANDO LE SOMME

Blood Knight è una di quelle carte che chiedono solo un mazzo in cui stare. Purtroppo si deve scontrare con una terribile ambiguità dell’effetto di essere da una parte potenziante e dall’altra depotenziante, trovando il suo massimo in strategie di combo apposite che però rischiano di fare esporre tutta la board a removal di ogni tipo. L’unica consolazione che può trovare questo aspirapolvere di Scudi Divini è il fatto che può essere un buon pick da Arena. Ma se dovessi considerare anche quella sapete quanto materiale dovrei scartare?

Si tratta di un’Epica, e quindi il massimo che ve ne può venir fuori sono appena 200 Polveri Arcane. Di base almeno che non abbiate un disperatissimo bisogno il consiglio è sempre tenerle in collezione. Inoltre in quanto Classica il suo livello di “questa carta prima o poi sarà giocata” è sempre stabile in quanto utilizzabile sempre in Standard.

Vari giocatori hanno provato a far girare il Combo sopra spiegato. L’ambito in cui si ritrova è al limite del 4fun, ma può essere un’idea per chi ha voglia di sperimentare mazzi nuovi. Potrà mai trovare gioco al di fuori, oppure è una di quelle carte combose che hanno senso di essere giocate solo all’interno di una sola determinata strategia? Come dico sempre in questi casi, ai playtester l’ardua sentenza!

Nel mentre ridendo e scherzando (poco, ma lo abbiamo fatto!) siamo giunti alla fine di questa puntata. Rispondendo alla domanda fatta prima, probabilmente anche le Epiche hanno la sindrome delle carte sperimentali con buone intenzioni ma scarsi risultati pratici. Preparatevi perché sto facendo una scansione apposita nella discarica di Hearthstone! Arrivederci alla prossima puntata (ammesso che ci sia)!

– Fulvio “Magnamon88” Nicolamaria

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