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Editoriali

Inferno eSports ritornano sulla scena italiana

Con una conferenza stampa online, gli Inferno eSports annunciano il loro ritorno.

Gli Inferno sono stati uno dei team più conosciuti in Italia nei anni passati, principalmente per la forza dei suoi team. League of Legends, Counter Strike, Call of Duty e cosi via, sono alcuni dei team che sono tutt’ora ricordati dai appassionati.

Gli Inferno eSports questa volta sono voluti ritornare con un progetto ambizioso, con tanta voglia di portare qualcosa di serio e organizzato. Lo hanno fatto invitando noi di Esports.gs, ma anche altre realtà, come TGM Esports, GosuSpot, Deugemo  e Jay Kenton. Questo fa capire che le intenzioni sono sicuramente quelle di creare un rapporto con una realtà come la nostra.

Alla conferenza c’erano diverse figure degli Inferno, dal presidente Life e il CEO Redde, al Coach del team di LoL Harashi. E stata molto gradita anche la presenza della botlane composta da Sharpie e Jerry e dei player di Fifa GoldenBoy e GrittyDog.

Prima di cominciare, una presentazione generale del team Inferno eSports

Chairman

Francesco ‘Life’ Caforio

CEO

Massimiliano ‘Redde’ Rossi

Executive Managers

Pasquale ‘Wilfred’ Rossi  e  Omar ‘Vortical’ Battan

Staffing-Coach League of Legends Team

Head-Coach  Alberto ‘Harashi’ Lo Grasso

Assistant Coach Loki ‘Kejar’ Sanjet

Head-Analyst  Claudio ‘Klaus’ Rossi

Analyst  Andrea ‘Walako’ Piccione

Players Fifa
Girolamo ‘GoldenBoy’ Giordano e Luca ‘GrittyDog’ Lancia

LoL Team 1:
Supporto: Gerardo ‘Jerry’ Di Giacomo
Tiratore: Cristian ‘Sharpie’ Spanu
Centrale: Matteo ‘Sujìko’ Pesce
Giungla: Luca ‘Luque’ Battanello
Superiore: Michele ‘Skel’ Settanni

LoL Team 2:
Supporto: Davide ‘ZaviD’ Bovo
Tiratore: Brayan ‘Sabo’ Teepprayan
Cenrale: Daniele ‘Dan’ Antonucci
Giungla:Fabio ‘Safari’ Maiorano
Superiore: Riccardo ‘SwagPlank’ Falchetti


La conferenza

Non nascondo che l’esperienza della conferenza stampa fosse nuova per me, cosi come per altri. L’idea è piaciuta a tutti i partecipanti, quindi mi soffermerò poco su questo punto.

Abbiamo discusso di diversi argomenti che considero importanti per loro, ma anche per i fan che seguono l’Esports.

La cosa che ci siamo subito domandati è stata, un team appena nato come quello degli Inferno, a quali risultati punta? Redde senza troppe parole, ha subito espresso la volontà di puntare a Lega Seconda e in seguito Lega Prima. Il passo successivo è lo scopo postumo del team, ovvero tornare sul palco internazionale.

Da qui ho avuto dei dubbi, per accedere a Lega Seconda, bisogna aspettare la fine dell’estate. Per accedere a Lega Prima, dovremo aspettare l’inizio della sua “4” edizione, ovvero Maggio 2018. Questo cosa comporta? Significa che gli Inferno dovranno rinunciare ad altri possibili eventi importanti, per arrivare al loro obbiettivo primario in Italia, solo tra 1 anno.  Sappiamo bene che gli attuali team competitivi in Italia fanno davvero grossa fatica a rimanere uniti, figuriamoci per più di un anno.

Redde ha parlato del progetto insieme al Coach, un progetto nato circa 2 mesi fa. Il progetto ha visto numerosi tryouts, arrivati al culmine con la creazione di due team, Inferno Orange e Inferno Blue. Tra i player ci sono diversi giocatori interessanti, ma quasi tutti con poca esperienza. La risposta a questo è stata semplice, puntare su player giovani. Player che avevano le stessa idea di gioco che vogliono portare gli Inferno.

Ci può stare, ma come mai puntare su player giovani, se poi si afferma la possibilità che in futuro arrivino player stranieri? Su questo punto ho ancora dei dubbi.

Il team

Passiamo oltre, una cosa che ci interessava sapere è sicuramente il motivo della partecipazione alle qualificazioni per le CSQ.

Redde:“Volevamo capire il carattere dei nostri ragazzi, metterli alla prova davanti ad una competizione cosi importante era un buon modo. Sapevamo che i nostri avversari erano decisamente superiori, ma a noi serviva vedere come avrebbero reagito i player. Inoltre nostri sfidanti hanno hanno poi vinto il torneo e sicuramente il prossimo anno saranno alle LCS”.

In relazione alla domanda posta poco prima, abbiamo chiesto maggiori informazioni al Coach del team. L’ho trovato molto sicuro di se, riguardo al livello attuale dei suoi player. Hanno fatto già diverse scrim, riuscendo a vincere in diverse occasioni senza troppe difficoltà, con team italiani. Il team secondo lui, pur essendo giovano, ha già la possibilità di competere con i migliori 10 team italiani. Al momento a livello manageriale, secondo Redde, gli Inferno sono alla pari dei Next Gaming, miglior team italiano sotto questo aspetto.

L’ultimo argomento di cui abbiamo voluto parlare è stato quello del lato sponsor/finanziario. Una cosa che Redde ha voluto mettere in chiaro è stato che i player sono il perno del team, quindi vanno retribuiti a dovere.

Il team Inferno ha preparato un piano commerciale, per spiegare bene agli sponsor, cos’è uno sport elettronico, ma sopratutto cosa rappresenta Inferno. Si perché Inferno non è una Multi-Gaming (tanto odiate da Pedriny), ma è un vero e proprio brand. Quindi Redde stesso ha voluto chiarire che il marchio degli inferno non si venderà al primo sponsor per qualche gadget. Vogliono avere solo sponsor che riescono a vedere il potenziale del brand degli Inferno, valorizzandolo come merita.

Gaming House?

L’argomento è ovviamente uscito fuori, perché il progetto sembra avere delle basi solide, le idee e le volontà ci sono.

Non è ancora chiaro come, ma probabilmente il team ha intenzione di collaborare con delle ASD, questo perché vogliono fare un bootcamp. Si perché ai player serve un esperienza simile, per diventare un team solido. L’idea della Gaming House è ancora lontana, perché servono tante risorse per arrivarci. Secondo il CEO, per arrivare alla Gaming house, bisognerà trovare sponsor capaci di credere in questo marchio, che avranno voglia di investire in esso. Per ora il loro principale sponsor, Revolution hosting, ha già aiutato molto, ma bisogna ancora lavorare.

Da qui ai prossimi 12/24 mesi, l’obbiettivo è quello di confermarsi a livello nazionale, diventando una realtà affermata. In Italia però serve la collaborazione di tutti, visto che siamo indietro rispetto al resto dell’europa.


Ringraziamo gli Inferno Esports per l’iniziativa della conferenza stampa, abbiamo trovato l’iniziativa davvero interessante e gradevole. Come normale che sia, abbiamo dei punti interrogativi a riguardo, ma confidiamo che il team possa raggiungere i suoi obiettivi.

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